Guida
Quali fiori portare a un funerale
Il significato dei fiori del lutto nella tradizione italiana, come si scelgono in base al legame con la persona scomparsa e quale formato è adatto a ogni luogo.
In breve
Non si sbaglia quasi mai, e c'è una sola vera regola
La domanda che ci fanno più spesso è se esista un fiore «giusto». La risposta onesta è che nessun omaggio floreale sincero è fuori luogo a un funerale: i toni sobri e i fiori bianchi sono la scelta più sicura, e la tradizione italiana lascia più libertà di quanto si creda.
Le due decisioni che contano davvero non riguardano la specie ma il formato e il luogo. Una corona su cavalletto, un cuscino da appoggio accanto al feretro, una composizione per un tavolo e un mazzo da visita sono gesti diversi, con un peso diverso, e ciascuno funziona in uno spazio preciso. Sbagliare formato è l'unico errore che si nota.
L'unica vera regola italiana, quella che sorprende chi ordina dall'estero: i crisantemi qui sono il fiore dei defunti e non si regalano mai in nessun'altra occasione. Perfetti per un funerale o per una ricorrenza al cimitero, del tutto inadatti a qualsiasi altro momento.
Il linguaggio dei fiori
Cosa dice ogni fiore
Crisantemi
In Italia sono il fiore del lutto per eccellenza: rappresentano la memoria e l'eternità. La tradizione è particolarmente sentita al Nord, dove si coltivano proprio per la commemorazione dei defunti.
Gigli
Simboleggiano purezza, innocenza e rinascita. Sono la presenza più frequente nei funerali religiosi e danno alle composizioni una linea solenne, verticale.
Rose
Cambiano senso con il colore: la rossa è amore eterno, la bianca rispetto e purezza, la rosa affetto e delicatezza. È il fiore che permette di dire qualcosa di personale.
Garofani
Esprimono fedeltà e stima, e il garofano bianco è legato alla sincerità. Sono fiori resistenti, adatti anche a restare a lungo su una lapide.
Gerbere
Portano una nota più luminosa e meno austera. Nei toni bianchi e pastello sono adatte a funerali di persone giovani, dove una composizione troppo grave stona.
Il verde e il fogliame
Non è un riempitivo: è ciò che dà struttura alla composizione e ne allunga la tenuta. In una corona ben fatta il fogliame conta quanto i fiori.
La scelta che si nota
Quale formato per quale legame
Secondo il rapporto con la persona
La corona su cavalletto è il gesto più solenne e formale: la scelgono la famiglia stretta, i colleghi, le associazioni, chi vuole una presenza visibile durante la cerimonia. Il cuscino da appoggio è il più intimo, perché accompagna il feretro da vicino, ed è tipico di figli, coniugi e fratelli.
Una composizione più raccolta è la scelta di amici e conoscenti, e trova posto sui tavoli delle sale del commiato. Il mazzo è il gesto più semplice e discreto: adatto a una visita, oppure a chi non era legatissimo alla persona ma vuole esserci comunque. Nessuno di questi è più corretto degli altri: sono registri diversi.
Secondo il luogo della cerimonia
Lo spazio decide più del gusto. In una chiesa grande una composizione piccola si perde, e conviene una corona o un cuscino. In una casa funeraria o in una sala del commiato gli spazi sono più contenuti: le corone su cavalletto stanno accanto al feretro, le composizioni sui tavoli.
Per una lapide o un loculo al Monumentale o al Parco servono invece composizioni compatte e resistenti all'aperto, che durino oltre il giorno della cerimonia. Se non conoscete il luogo, scriveteci: lo conosciamo noi e vi diciamo cosa ci sta bene.
Il dettaglio che resta
Il nastro con la dedica
È la parte che le persone ricordano, più della specie dei fiori. Sul nastro si scrive chi invia l'omaggio, e la formula più usata è la più semplice: il legame o il nome, senza costruzioni elaborate. «La famiglia Rossi», «I tuoi nipoti», «I colleghi di lavoro», «Gli amici di sempre». Se volete aggiungere una frase, poche parole valgono più di un periodo lungo: ciao, con affetto, non ti dimenticheremo.
Chi ordina per un'azienda o per un gruppo sceglie di norma il nome dell'ente. Chi ordina a titolo personale può firmare solo con il nome proprio, se la famiglia lo riconoscerà, oppure specificare il legame. Nel dubbio, il legame è più chiaro del nome: in giornate così, molte persone leggono decine di nastri e non collegano ogni nome a un volto.
Un accorgimento pratico per chi ordina da lontano: indicate il nome completo del defunto e il luogo esatto della cerimonia, non solo la città. A Torino ci sono sei cimiteri cittadini e decine di chiese, e un omaggio consegnato nel posto sbagliato non si recupera in tempo. Se avete solo un'informazione parziale, ce ne occupiamo noi: verifichiamo con la struttura o con l'impresa funebre prima di comporre.
I dubbi ricorrenti
Tre cose che si temono senza motivo
«Il colore è troppo vivo.» I toni sobri sono la scelta più sicura, ma non c'è un divieto: per una persona giovane, o per chi amava un colore in particolare, una nota luminosa è del tutto appropriata e spesso è ciò che la famiglia apprezza di più. L'unica avvertenza è la coerenza con il tono della cerimonia.
«Arrivo tardi.» Se la cerimonia è già passata, l'omaggio non è inutile: si porta sulla lapide, o si invia alla famiglia. Molti lo fanno nei giorni successivi, quando la casa si svuota e la vicinanza pesa più che durante il funerale.
«La famiglia ha chiesto di non inviare fiori.» In quel caso si rispetta la richiesta, che a volte è accompagnata dall'indicazione di una donazione. Se il desiderio di esserci resta, un mazzo consegnato a casa qualche giorno dopo, con un biglietto, è un gesto diverso e sempre bene accolto.
Vi aiutiamo a scegliere, senza fretta
Composizioni realizzate a mano con fiori freschi e consegnate nei luoghi del commiato di Torino.
Domande e risposte
Domande frequenti
In Italia i crisantemi sono il fiore del lutto per eccellenza e rappresentano la memoria. Molto usati anche i gigli, simbolo di purezza e rinascita, le rose e i garofani. I toni bianchi e sobri sono la scelta più sicura, ma nessun omaggio sincero è fuori luogo.
Perché sono associati in modo esclusivo alla commemorazione dei defunti: fioriscono attorno a Ognissanti e al giorno dei Morti, e al Nord vengono coltivati proprio per quella ricorrenza. Sono perfetti per un funerale o per il cimitero, ma inadatti a ogni altra occasione.
La corona su cavalletto è il gesto più solenne, tipico della famiglia stretta, dei colleghi e delle associazioni. Il cuscino da appoggio è il più intimo e accompagna il feretro da vicino. Il mazzo è il più discreto, adatto a una visita. Contano anche gli spazi del luogo della cerimonia.
Chi invia l'omaggio, nella forma più semplice: «La famiglia Rossi», «I tuoi nipoti», «I colleghi di lavoro». Nel dubbio il legame è più chiaro del nome proprio, perché in quelle giornate si leggono molti nastri. Poche parole funzionano meglio di una frase lunga.
Sì, ed è una parte importante del nostro lavoro. Indicate il nome completo del defunto e il luogo esatto della cerimonia: consegniamo noi nelle chiese, nelle case funerarie, negli ospedali e nei cimiteri di Torino. Se l'informazione è parziale, verifichiamo con la struttura prima di comporre.
La richiesta va rispettata, e a volte è accompagnata dall'indicazione di una donazione. Se resta il desiderio di manifestare vicinanza, un mazzo consegnato a casa qualche giorno dopo la cerimonia, con un biglietto, è un gesto diverso e generalmente bene accolto.
I significati riportati appartengono alla tradizione floreale italiana e possono variare da regione a regione e da famiglia a famiglia: sono indicazioni, non regole. Le nostre composizioni si realizzano con i fiori freschi di stagione, quindi la disponibilità di alcune varietà cambia nel corso dell'anno: se avete una preferenza precisa, segnalatecela e vi diciamo cosa è possibile. A cura di Fiori Funebri Torino.